Hai fatto dei lavori in casa senza i dovuti permessi e ora temi di dover “buttare giù tutto”? A venirti in soccorso c’è la SANATORIA.
Attenzione però a non considerare la Sanatoria come la Panacea di tutti i mali. Con questo focus vogliamo farvi capire meglio in cosa consiste questa pratica edilizia e quando ci si può ricorrere.
Come detto all’inizio, la SANATORIA E’ IL MODO LEGALE PER METTERE A POSTO DEI LAVORI FATTI SENZA AVVIARE LE PRATICHE PREVISTE DALLA LEGGE, lavori che spesso facciamo anche senza accorgercene o che non riteniamo necessitino di particolari autorizzazioni: il rifacimento di un bagno, la chiusura di un balcone o lo spostamento di un tramezzo per allargare un po’ una stanza.
Ebbene, tutti questi “lavoretti” non si possono fare senza permessi e, per EVITARE SANZIONI O IMPEDIMENTI IN SEDE DI VENDITA O AFFITTO DELL’IMMOBILE, è possibile ricorrere alla Sanatoria, purché tali lavori rispettino le norme edilizie e urbanistiche vigenti (e dell’epoca) e che non ci siano abusi strutturali o aumenti di volume non consentiti.
Per fare degli esempi, quando non è possibile sanare? Quando il cosiddetto “lavoretto” in realtà non era un lavoretto ma una vera e propria costruzione di parti in più, come AMPLIAMENTI O SOPRELEVAZIONI; quando ci sono state delle MODIFICHE ALLE DISTANZE, ALLE ALTEZZE O AI VOLUMI non conformi al Piano Regolatore o se L’OPERA REALIZZATA VIOLA VINCOLI AMBIENTALI O PAESAGGISTICI.
Chiaramente, così come tutte le pratiche edilizie, anche la SANATORIA HA UN COSTO al quale va aggiunta la SANZIONE, da pagare direttamente al Comune, che va dai 1.000,00 ai 10.000,00 euro a seconda della “gravità” e del tipo di intervento.
Nei casi in cui non sia possibile sanare per i motivi sopracitati, si può incorrere in un ordine di demolizione e in sanzioni amministrative o, nei casi più gravi, penali. Nei casi in cui non sia possibile la demolizione esiste anche la “fiscalizzazione dell’abuso”, vale a dire che il proprietario dovrà pagare una multa che in ogni caso non regolarizzerà l’illecito.
ATTENZIONE A NON CONFONDERE SANATORIA E CONDONO. La prima è una procedura ordinaria e sempre attiva, il secondo è un provvedimento straordinario dello Stato valido solo in certi anni (l’ultimo risale al 2003).
La domanda conseguente ora è: ma CONVIENE REGOLARIZZARE E SISTEMARE LE COSE? La risposta è scontata ed è “Sì”. In primis per evitare multe o ordini di demolizioni ma anche perché una casa con delle irregolarità non più essere venduta o affittata e non potrà beneficiare di eventuali bonus fiscali in caso di ristrutturazioni future.
Come si fa quindi a capire se la casa è in regola o se sono state fatte delle modifiche (magari a nostra insaputa da nonni o genitori)? Occorre fare ricerche e rilievi e confrontare le planimetrie originali con lo stato di fatto dell’immobile e capire, in caso di anomalie, come agire.
Per fare questo serve ovviamente uno studio tecnico che, nel nostro caso, essendo GENERAL CONTRACTOR, potrà anche poi intervenire direttamente sanando quello che c’è da sanare.
